giovedì 11 dicembre 2008

Assurdo

Qualche giorno fa ho sentito in radio un intervento di una persona che mi ha colpito parecchio. Non sto tanto a dilungarmi, riporto la storia come la raccontano sul sito http://www.stefanoefabiola.org/:

"4 gennaio 2008.
14:58 ora italiana. Un piccolo aereo bimotore che trasportava otto turisti italiani è scomparso a 83 chilometri dal piccolo aereoporto di Gran Roque, la regina delle isole dello splendido arcipelago di Los Roques, nel Mar dei Caraibi. A bordo di quel piccolo aereo (costruito nel 1987 in Cecoslovacchia!) c'erano Stefano Fragione e Fabiola Napoli, coppia di neo sposi romani in viaggio di nozze.

Un viaggio da sogno per coronare una storia d'amore durata 7 anni. Un regalo da parte degli amici di sempre e colleghi della coppia che ora non si danno pace per quanto è accaduto. Da giorni la Protezione Civile Venezuelana, comandata dal generale Antonio Rivero, sta cercando il velivolo, o i resti, su un'area di 5000 chilometri quadrati tra l'oceano atlantico e le coste venenezuelane. Ma nessuna traccia fin'ora è stata ancora trovata. Il punto di in cui è avvenuto l'ultimo contatto radio tra la torre di controllo di Gran Roque e il pilota del piccolo aeroplano della transaven (che ha segnalato un avaria ad entrambi i motori) è profondo circa 900 metri e l'aereo era a poco meno di 1000 metri di altitudine. Le autorità hanno subito parlato di un schianto e di un successivo inabissamento dei rottami. Ma nulla in giorni e notti di ricerche è mai stato trovato galleggiare sulla superficie, come è solito in qualsiasi caso di schianto in acqua. Non un sedile, una valigia. Nulla che possa far pensare che il piccolo aereo della Transaven sia precipitato nel tratto di mare in questione.

Numerose ipotesi, allora si potrebbero avanzare sulla sorte di quel piccolo aereo della Transaven.

Il pilota potrebbe aver tentato un atterraggio di fortuna su una delle numerose isole disabitate dell'arcipelago di Los Roques ed ora i superstiti dell'equipaggio, composto in tutto da 14 persone, potrebbero aver bisogno d'aiuto.

Un'altra congettura sarebbe quella del dirottamento. Un precendente risale a circa dieci anni fa. Un altro bimotore, con a bordo un'italiana, fu sequestrato, nella stessa zona da narcotrafficanti. In quel caso i passeggeri furono presi come ostaggi poi uccisi. I loro corpi furono gettati in acqua.

Qualsiasi cosa sia successo, Stefano, Fabiola e tutti gli altri passeggeri dell'areoplano ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E, non può essere sparito nel nulla. Le autorità venezuelane hanno annunciato oggi che le ricerche si stanno per concludere. Una cosa, questa, che noi non vogliamo assolutamente."


Credo che queste persone abbiano il diritto di sapere la verità, di trovare i loro cari, probabilmente è difficile che siano ancora vivi, però, umanamente, mi sembra giusto che abbiano la possibilità di dar loro una giusta sepoltura. Altra cosa che mi ha colpito della testimonianza, il muro di gomma che hanno trovato presso le autorità sia venezuelane che italiane...un continuo scaricabarile che, trovandosi nella loro situazione, non porta altro che rabbia, sconforto e sfiducia nelle istituzioni.



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